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Friday, October 12, 2018
ITALIA MIA CASA-Pisa Turismo Official Video-Sciopero studenti e manifestazione, a Torino bruciati manichini di Salvini e Di Maio
Studenti medi e universitari in piazza a Roma e traffico in tilt in molte altre città italiane (Monza, Torino, Palermo, Catanzaro, Napoli, Catania) per protestare contro la prospettiva di nuovi tagli alla scuola e le «promesse tradite» del governo del cambiamento ma anche contro il decreto sulla sicurezza e le politiche anti migranti. Spiega Giammarco Manfreda, coordinatore nazionale della Rete degli Studenti Medi, dichiara: «Non possiamo più accettare che questo governo si riempia la bocca di parole come “cambiamento”, per poi offrire solo regresso. Telecamere nelle scuole e leva militare sono provvedimenti dannosi e inutili. Diciamo no alle manovre di “risparmio” sulla scuola, come il taglio di 100 milioni annunciato qualche giorno fa, no a una visione limitata del ruolo dei giovani e dell’Istruzione nella società. Se il governo non ha paura di cambiare, lo dimostri investendo in istruzione».
A Torino gli studenti hanno bruciato dei manichini raffiguranti i vicepremier Matteo Salvini e Luigi Di Maio. Il corteo, promosso dagli Studenti Indipendenti, è partito da piazza Arbarello e ha sfilato per le vie del centro città per raggiungere piazza Castello. Davanti al Miur, in corso Vittorio, i ragazzi hanno dato fuoco a una telecamera di cartone posta sopra dei mattoni. «I mattoni sono quelli che rischiano di caderci in testa tutti i giorni - spiegano - Le telecamere sono quelle che vogliono mettere in ogni scuola per controllarci». Tanti i cartelli contro il governo: «Lega Salvini e lascialo legato», «Una scuola sicura è antirazzista è antifascista». Sui lampioni di piazza Castello sono state attaccate alcune foto dei leader di Lega e Movimento 5 Stelle col volto imbrattato di vernice rossa. La zona della protesta, di fronte agli uffici della prefettura, è presidiata da polizia e carabinieri.
A Roma la manifestazione ha preso avvio da Piazzale Ostiense al grido di «#Chihapaura di cambiare? Noi no!». La protesta è stata organizzata dall’Unione degli studenti, Rete degli studenti medi e Fronte Gioventù Comunista. Gli studenti hanno acceso fumogeni. Si registrano forti disagi al traffico in zona. A Napoli, migranti e studenti hanno sfilato insieme al grido di «Mimmo Libero», in segno di solidarietà al sindaco di Riace, Mimmo Lucano, posto agli arresti domiciliari. Il corteo partito da piazza Garibaldi si è incrociato con un’altra frangia in piazza Matteotti. Qui si sono aggregati i Movimenti per il diritto alla casa e i centri sociali. I manifestanti sono diretti, scortati dalle forze dell’ordine, sotto la Prefettura. In via Medina sono stati esplosi dei petardi e accesi fumogeni. Studenti e migranti chiedono sicurezza nelle città, nelle piazze e nelle scuole.
shadow carousel
Dice Enrico Gulluni, Coordinatore Nazionale dell’Unione degli Universitari: «Sull’Università non c’è alcuna proposta reale per incrementare il finanziamento ordinario del sistema universitario o per superare il numero chiuso ma solamente annunci e slogan». La Rete della Conoscenza, il cartello che unisce Uds e Link- coordinamento universitario, protesta contro «l’atteggiamento di totale chiusura al confronto del governo, al punto che Bussetti rifiuta di incontrare le rappresentanze studentesche». Mentre, obiettano loro, il ministro già una settimana fa ha trovato il tempo di incontrare una delegazione di rappresentanti del movimento giovanile della Lega. Contestate anche le misure sul lavoro che gli studenti giudicano «insufficienti»: «Non basta la riforma dei centri per l’impiego prevista dal programma: una vera guerra alla precarietà significa abolire i contratti precari e garantire diritti e tutele a tutti i giovani che entrano nel mercato del lavoro», spiegano. Concludono Manfreda e Gulluni: «La mobilitazione non si arresta: non possiamo fermarci di fronte alla barbarie di questo governo, che trascura l’istruzione ma non dimentica mai di demonizzare gli ultimi e di calpestare diritti acquisiti in anni di lotte. Il 16 e il 17 novembre, in occasione della Giornata Internazionale dello Studente, torneremo a mobilitarci!».
Tuesday, October 9, 2018
ITALIA MIA CASA-R O M A-Savona sul Def : «Se lo spread ci sfugge la manovra dovrà cambiare»
Savona sul Def : «Se lo spread ci sfugge
la manovra dovrà cambiare»
Il ministro per gli Affari Europei in netto contrasto con i vicepremier Di Maio e Salvini intenzionati a non farsi intimidire da mercati e e autorità europee. Poi sui Btp: «Intervenga Draghi»
« Se ci sfugge lo spread la manovra deve cambiare». Lo ha detto il ministro per gli Affari europei Paolo Savona a Porta a Porta. L’affermazione del ministro per i rapporti con la Ue nonché economista è in netto contrasto con quanto da giorni vanno dicendo i due vicepremier Salvini e Di Maio, secondo i quali non saranno nè lo spread nè i moniti dell’Europa a far cambiare la rotta alla legge di bilancio. «Chiederemo aiuto agli italiani» aveva detto poche ore prima Salvini alludendo a un acquisto dei titoli di stato; Di Maio gli aveva fatto eco dicendo che «la crisi di 7 o 8 banche non ci farà cambiare idea.
Nonostante la strategia diversa rispetto ai vicepremier, il giudizio di Savona sulla manovra è tutt’altro che negativo. «C’è bisogno di ben oltre il 2,4% di rapporto deficit-Pil - ha detto sostenendo inoltre che il Def presentato è «corretto, cauto e moderato». «Ci dicono che le previsioni della manovra sono ottimistiche? Sono i risultati di modelli egonometrici e degli interventi che noi facciamo», ha aggiunto Savona secondo cui Fmi e Bankitalia «sbagliano quando mettono la stabilità finanziaria come presupposto dello sviluppo, io dico che devono andare almeno di pari passo. La costruzione dell’Europa non dà per scontato che si debba avere la stabilità prima dello sviluppo».
Sui timori per le impennate dello Spread, poi, Savona auspica che «Draghi abbatta il differenziale intervenendo in acquisto. Tra i compiti della Bce c’è quello della stabilità finanziaria». Anche se la previsione del Ministro è che non arriverà a 400
Sunday, October 7, 2018
Vacanze Romane - Guida turistica alla città eterna-Migranti dalla Germania, Salvini: «Chiudiamo gli aeroporti»
Migranti dalla Germania, Salvini:
«Chiudiamo gli aeroporti»
Il ministro replica alla proposta tedesca di rimpatrio

«Se qualcuno, a Berlino o a Bruxelles, pensa di scaricarein Italia decine di immigrati con dei voli charter non autorizzati, sappia che non c’è e non ci sarà nessun aeroporto disponibile. Chiudiamo gli aeroporti come abbiamo chiuso i porti» dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini rivolgendosi a coloro che definisce `dublinanti´, in riferimento al Patto comunitario sottoscritto nella capitale dell’Eire in fatto di accoglienza migranti..
L’arrivo del primo charter dalla Germania, con a bordo 40 migranti cosiddetti «secondari» respinti dal governo tedesco, è previsto all’aeroporto di Fiumicino giovedì prossimo, l’11 ottobre. Nonostante le smentite ufficiali del Viminale, un’intesa sarebbe stata dunque raggiunta. E domenica mattina il ministro Salvini si è fatto sentire subito domenica mattina con una dura dichiarazione.
L’arrivo del primo charter dalla Germania, con a bordo 40 migranti cosiddetti «secondari» respinti dal governo tedesco, è previsto all’aeroporto di Fiumicino giovedì prossimo, l’11 ottobre. Nonostante le smentite ufficiali del Viminale, un’intesa sarebbe stata dunque raggiunta. E domenica mattina il ministro Salvini si è fatto sentire subito domenica mattina con una dura dichiarazione.
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